L’io come nube informazionale e il suo percorso in altre dimensioni

Coscienza quantistica, conservazione dell’esperienza e universi multidimensionali

 

Introduzione.   11

Risposta alle obiezioni materialiste. 13

I° . L’illusione dell’Io come “cosa”.         16

Il pronome che ci ha convinti di essere cose.      19

L’io come oggetto mentale.  22

Un io che pesa, ma non occupa spazio.    24

Corpo, cervello e identità.     28

Analogia con l’informazione digitale.      30

La morte come problema insolubile.        34

Perché l’io non incontra mai la propria fine.       36

Confronto con le tradizioni non occidentali.       38

L’angoscia nasce quando l’io prende troppo sul serio se stesso.      41

II°.  Quando il mondo smette di essere fatto di cose.       44

La realtà come evento: l’intuizione filosofica che anticipò i quanti. 47

La realtà come campo quantistico.  50

Restare gli stessi cambiando tutto: il paradosso biologico dell’identità.    54

Stabilità apparente e dinamica profonda.  57

Il passato che cambia: perché la memoria non sta mai ferma. 60

L’io non come sostanza, ma come processo.      62

L’ombra dell’io nelle macchine che apprendono.        64

III°. Il principio di conservazione dell’informazione.      67

L’entropia non cancella: disperde.  69

Nulla passa davvero: la durata come archivio vivente. 71

Le impronte che restano: quando il passato non è davvero passato. 73

Nell’epoca in cui nulla si cancella davvero.       75

Nulla si distrugge, ma quasi tutto si perde di vista.      78

Il “Demone di Maxwell”, come esperimento mentale sul costo informazionale dell’ordine.         80

L’informazione che cresce mentre il senso svanisce.   82

Informazione fisica e informazione vissuta.       85

La firma delle cose: perché ciò che è stato non si cancella.    88

Ciò che abbiamo vissuto non muore con noi.     90

Quando nemmeno l’abisso è una gomma. 92

IV°. Buchi neri, olografia e memoria cosmica.        95

Segni, lettere e orizzonti: il sapere antico dell’universo che ricorda. 97

Non più “che fine facciamo”, ma “in che forma restiamo”..   99

Quando l’universo disse no all’annientamento.  102

Il principio olografico. Quando la realtà smette di essere tridimensionale. 105

Kant e l’universo che non vediamo direttamente.        107

Le equazioni come forme dell’esperienza. 110

Se l’universo ricorda, perché noi no?       113

Esperienza senza testimone: quando il ricordo non serve.      115

V°. Che cos’è un’esperienza.  118

Il problema difficile della coscienza.        122

Esperienza come atto, non come stato.     125

Il gesto che precede la mente Un breve confronto con le tradizioni contemplative orientali..         127

L’esperienza precede il soggetto.   131

Un’analogia con la fisica dei campi.        133

VI°. La coscienza come processo quantistico. 137

Coerenza quantistica e mente.        141

I processi non classici. 145

Il momento irripetibile del collasso. 149

L’esperimento alla base del collasso quantistico.         150

il collasso non può essere relegato a un atto matematico.      153

Dal possibile al reale: l’inquadratura che resta.  155

La coscienza come campo di collassi.      159

VII°. L’io non è uno, ma molti.       162

Il non-sé come anticipazione culturale della pluralità dell’Io. 164

Quanti Io abitiamo online?.  166

Uno, nessuno e molti: quando la letteratura smonta l’Io.       168

L’io narrativo. La storia che raccontiamo a noi stessi.  171

L’io esperienziale. Prima del racconto, il vissuto.        173

L’io come configurazione temporanea.    175

VIII°. La visione negativa dell’Io.  177

L’Io come capro espiatorio della sofferenza.      181

Ego, Io e Sé: una confusione concettuale. 185

La promessa di liberazione: perché l’idea di dissolversi affascina.  188

L’Io come prodotto della scarsità.  192

Senza Io non c’è esperienza (né memoria).        195

L’Io come funzione, non come cosa.        198

Dal peso alla struttura: il lato positivo dell’Io.    200

Verso la nube informazionale dell’Io.      202

IX°. La nube informazionale dell’Io.      205

Che cos’è una nube informazionale?        208

Il momento in cui accade: come l’esperienza si fissa nella nube.     211

Perché ogni esperienza lascia un segno.   213

Perché la nube non coincide col cervello. 217

Il cervello come filtro, non come sorgente.        219

Interfacce multiple: sogni, stati limite e alterazioni della coscienza. 221

X°. La morte è disconnessione, non è annullamento.      225

Il collasso del sistema corporeo.     228

Dissociazione tra Io e supporto.     231

Restare senza nome: la continuità dell’Io oltre l’ego.   234

XI°. La nube verso un universo multidimensionale.        237

Confronto con le cosmologie antiche.      240

Un universo a più dimensioni di esistenza.        243

Realtà senza materia: lezioni dal digitale per un Io che viaggia.      245

Un breve richiamo alla biologia dei campi morfogenetici.     248

Non una soglia, ma molte: l’aldilà come sistema di passaggi. 251

Il viaggio della nube in un universo multidimensionale.        253

Quando la vita non finisce, ma si separa.  255

Le vite che non abbiamo vissuto non sono mai scomparse.    258

Bivi invisibili: come le storie contemporanee hanno imparato a pensare in mondi multipli.         260

Perché ricordiamo solo le traiettorie in cui siamo sopravvissuti.      263

Se tutto ritorna, non ritorna uguale. 266

Attraversare senza scomparire: la logica dei passaggi. 268

Le vie dell’anima: Platone e l’idea dei percorsi differenziati. 270

Plotino e Porfirio: non rinascere, ma risalire.     272

La reincarnazione in chiave occidentale come fraintendimento moderno. 275

Caratteristiche esotiche di una nuova dimensione.       278

Perché queste idee ci inquietano.    280

Livelli di conservazione dell’io.     284

L’Io come orizzonte: lezioni dalla fenomenologia contemporanea. 286

Esistenza senza soggetto centrale.  289

XII°. Vivere sapendo di non finire.          292

Meno paura, più responsabilità.      296

Relazioni come intrecci informazionali.   299

Il presente come nodo decisivo.     302

XIII°. Il richiamo di ciò che è stato.        304

Il desiderio di riconoscere: quando l’identità chiede continuità.      308

Memoria oltre il tempo: l’informazione che cerca se stessa.  311

Incontri senza volti: riconoscere senza ricordare.         314

Realtà attraversate o configurazioni riattivate?   319

Il rischio del desiderio: quando il bisogno di ritrovare diventa limite.       322

Incontrarsi senza possedersi. 325

Entanglement e riconoscimento non locale        328

Quando l’io attinge a ciò che non ha vissuto: rileggere Jung nell’era dell’informazione.         330

Epilogo. Non “se” l’io sopravvive, ma “come”.  333

L’autore 335