Inconscio collettivo e Campo di Coscienza nel tempo della fisica quantistica.
Introduzione. 11
Jung come soglia, non come approdo. 15
PARTE PRIMA. Alle origini di una mente più grande dell’Io. 18
Perché tornare a Jung, oggi. 19
I°. La frattura dell’Io moderno. 21
Il simbolo come linguaggio transindividuale. 24
Dalla biologia alla psiche: perché l’innato non è mai una gabbia. 25
Il simbolo spiegato dal simbolo: il corto circuito del riduzionismo psicologico. 28
L’enigma dei contenuti senza origine: la crisi della mente individuale. 33
La mente come fenomeno che precede l’individuo. 33
Quando la coscienza non nasce con noi. 36
Il simbolo come ponte tra l’Io e il tutto. 39
Immagini che parlano a tutti. 39
Jung, la matematica e il linguaggio invisibile della psiche. 41
Dal simbolo junghiano all’”Umwelt” di Jakob von Uexküll. 44
Breve richiamo ai concetti essenziali di questo capitolo. 47
II°. L’inconscio collettivo. 50
Perché questo capitolo è centrale. 51
Dialogo critico con le neuroscienze contemporanee. 54
Gli archetipi come forme a priori dell’esperienza. 58
Quando l’invisibile si incarna: gli archetipi junghiani tra mito, psiche e cultura. 61
Forme invisibili del sapere: dall’inconscio collettivo al Mondo 3. 65
Ciò che può accadere prima che accada: l’inconscio collettivo come spazio delle possibilità. 67
Waddington e la forma che guida senza imporre. 70
La percezione come forma originaria del senso. 72
Prima delle immagini: dove nascono le possibilità della psiche. 75
La teoria dei giochi di John von Neumann. 77
Quando la struttura diventa campo. 80
La fine dell’uomo-isola. 83
Un breve confronto con la nozione buddhista di non-sé (anattā). 85
Cosa insegnano i superorganismi alla teoria della coscienza. 88
Nati per rispecchiarci: neuroscienze sociali e coscienza relazionale. 91
Breve richiamo ai concetti essenziali di questo capitolo. 95
III°. Ciò che il modello junghiano non poteva ancora dire. 97
Quando la psicologia sfiora la realtà ma non la attraversa. 101
Il rischio di una grande teoria incompleta. 102
Il problema della non località. 104
Definizione della non-località. 104
Jung e la non-località. 106
Breve richiamo ai concetti essenziali di questo capitolo. 109
Oltre la distanza: archetipi e particelle davanti allo stesso enigma. 111
Una sola sostanza, molti volti: Spinoza alle origini del pensiero non locale. 113
Non un errore, ma un passaggio: Jung e l’anticamera delle rivoluzioni scientifiche. 115
PARTE SECONDA. Quando la materia smette di essere solida. 118
IV°. Il crollo del paradigma meccanicistico. 122
1900, l’anno in cui il mondo smise di essere semplice. 126
Caffè, accademie e nascita di un pensiero condiviso. 129
Lettere che pensano: quando la coscienza viaggiava per posta. 131
Il linguaggio dell’indicibile: simboli, paradossi e fisica quantistica. 134
Non località ed entanglement quantistico. 137
Non località ed entanglement: la realtà come rete indivisibile. 139
L’inquietudine della connessione invisibile. 142
Chi guarda trasforma: la coscienza come variabile del reale. 145
L’esperimento della doppia fenditura. 146
Breve richiamo ai concetti essenziali di questo capitolo. 152
V°. Verso una metafisica quantistica. 155
Dal solido all’implicito: la realtà come campo dinamico. 159
Dalla dynamis aristotelica al potenziale quantistico. 161
La coscienza come fondamento. 165
Breve richiamo ai concetti essenziali di questo capitolo. 168
PARTE TERZA. La svolta sincronistica. 170
VI°. La sincronicità secondo Jung. 173
Esempi che spiegano la sincronicità junghiana. 175
Il limite del caso e l’irruzione del senso: sincronicità contro probabilità. 179
Il tempo non lineare e il senso che accade. 180
Il senso che accade: anatomia delle coincidenze significative. 184
Unus mundus. Alle origini comuni di mente e mondo. 187
Breve richiamo ai concetti essenziali di questo capitolo. 190
VII°. Il pensiero come evento sincronistico. 192
Sincronicità e complessità come due linguaggi dello stesso ordine. 196
Pensiero ed estensione: l’antica intuizione che parla al presente. 199
Quando la sincronicità illumina e quando inganna. 201
Il fisico e l’analista: una corrispondenza che cambiò il modo di pensare la realtà. 204
Jung, Pauli e Bohr: la complementarità come clima culturale condiviso. 206
Avanguardie, atomi e archetipi: il clima culturale che rende possibile l’incontro tra Jung e Pauli. 208
Quando la scienza sogna. 210
L’aria del tempo: perché le intuizioni emergono simultaneamente. 212
Emergenze simultanee nella storia delle idee. 215
La “spinta” della coscienza. 218
Entelechia oggi: quando la coscienza tende a realizzarsi. 220
Dal bit al senso: quando l’informazione diventa coscienza. 222
Il corpo che pensa: quando la coscienza supera le proprie mappe. 225
Breve richiamo ai concetti essenziali di questo capitolo. 228
VIII°. Dal collettivo al campo. 234
Pensare fuori dal cervello: Clark, Chalmers e il limite dell’estensione. 237
Forme che ricordano: i campi morfogenetici come metafora del campo. 240
Gli archetipi come geometrie del Campo. 243
Gli archetipi e la logica degli attrattori. 245
Il campo sotto stress: perché il senso affiora nei tempi difficili. 247
Identità provvisorie: la coscienza individuale come fuoco del Campo. 251
Breve richiamo ai concetti essenziali di questo capitolo. 254
IX°. Fondamenti quantistici del Campo di Coscienza. 257
La distanza che non separa: empatia, intuizione e legami non‑locali della mente. 261
Significato come proprietà fondamentale della realtà. 264
Breve richiamo ai concetti essenziali di questo capitolo. 267
PARTE QUINTA. Coscienza in evoluzione. 269
X°. La coscienza come intelligenza evolutiva. 272
La realtà che accade: Whitehead e la coscienza come processo vivente. 275
Dalla mente che emerge al campo che precede: Tononi, l’emergenza forte e i confini del neurale. 278
Quando il disordine crea significato: la coscienza tra entropia e campo. 281
Evoluzione biologica ed evoluzione del senso. 285
L’essere umano come mezzo attraverso cui il Campo prende coscienza di sé. 288
Quando il pianeta diventa mente. Vernadskij, Teilhard e l’emergere di una coscienza globale. 290
Quando la coscienza si riconosce. Dal Mahayana al Campo di Coscienza. 294
Le reti globali come organo riflessivo dell’umanità. 297
Breve richiamo ai concetti essenziali di questo capitolo. 300
XI°. Prove storiche di processi sincronistici. 302
Quando le culture si sincronizzano. 306
Un esempio. Le Crociate come snodo sincronistico della coscienza europea. 308
Umanesimo e Rinascimento. 310
La restaurazione Meiji come evento sincronistico di riconfigurazione nazionale. 312
Scoperte simultanee. 315
Quando l’epoca inventa: Ogburn e la mente collettiva delle scoperte. 317
Geometrie che nascono insieme: il tempo pensa anche senza applicazioni. 319
Convergenze spirituali e filosofiche. 322
Neuroscienza culturale: quando il mutamento simbolico diventa percettivo. 324
Breve richiamo ai concetti essenziali di questo capitolo. 328
Non oltre Jung, ma grazie a Jung. 329
Conclusione. Jung come precursore sincronistico. 332
Bibliografia specializzata. 335
L’autore. 341
